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sexta-feira, 5 de agosto de 2011

Redazione del Momento Spirita basandosi sul testo Desiderata, scritto nel 1927, dall’avvocato e scrittore Max Ehrmann e alla voce 6, del capitolo XXV del livro O Evangelho segundo o Espiritismo, de Allan Kardec, ed. Feb.







Figlio dell’Universo
por Sandra Waihrich Tatit, quinta, 4 de agosto de 2011 às 23:48

Figlio dell’Universo
Ecco le righe di un manoscritto incontrato in una chiesa di Boston, intorno all'anno 1644.

Sequi tranquillamente fra l'inquietudine e la fretta, ricordandoti che c'é sempre pace nel silenzio.

Nella misura del possibile, e senza umiliarti, vivi in armonia con tutti coloro che ti circondano.

Esprimi la tua veritá con calma e mansuetudine e ascolta gli altri, perché anche se insensati e ignoranti - pure loro hanno la propria storia.

Tu sei figlio dell'Universo, fratello delle stelle e degli alberi.

Tu meriti star qui e anche se non riesci a comprendere, la Terra e l'Universo stanno compiendo il loro destino.

Evita le persone aggressive e frastornate, affliggono il nostro Spirito.

Se ti paragoni agli altri, diventerai presuntuoso e amaro, perché ci sará sempre qualcuno inferiore o superiore a te. Vivi intensamente quello che giá puoi realizzare.

Mantieniti interessato nel tuo lavoro, anche se umile - é ció che di reale esiste col passare del tempo.

Abbi cautela negli affari, perché il mondo é pieno di astuzia, ma non cadere nella sfiducia. La virtú sempre esisterá.

Tu sei figlio dell'Universo, fratello delle stelle e degli alberi.

Tu meriti star qui e anche se non riesci a comprendere, la Terra e l'Universo stanno compiendo il loro destino.

Molta gente lotta per alti ideali e da tutte le parti la vita é piena di eroismi.

Sii te stesso, soprattutto, non fingere affetto, non essere incredulo nei confronti dell'amore, perché anche di fronte a tanta ariditá e disillusione, lui é cosí perenne come l'erba.

Tu sei figlio dell'Universo, fratello delle stelle e degli alberi.

Tu meriti star qui e anche se non riesci a comprendere, la Terra e l'Universo stanno compiendo il loro destino.

Accetta con affetto il consiglio dei piú anziani, ma sii comprensivo nei confronti degli impulsi innovatori della gioventú.

Nutri la forza dello Spirito che ti proteggerá nell'incidente inaspettato, ma non disperarti con pericoli immaginari - molti timori nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

E a dispetto di una routine rigorosa, sii gentile con te stesso. Quindi stai in pace con Dio, in qualsiasi modo tu lo concepisca. E indipendentemente da quali siano il tuo lavoro e le tue aspirazioni nella faticosa giornata della vita, mantieni in pace la tua coscienza.

Al di lá della falsitá,delle disillusioni e delle amarezze, il mondo é ancora bello - sii prudente.

* * *

Sentirsi figlio dell'Universo vuol dire sentirsi sicuro, sapendo che una forza maggiore regge le nostre vite, le nostre relazioni, mediante leggi perfette e giuste.

Sentirsi fratello delle stelle e degli alberi vuol dire percepire che siamo parte di una natura sublime, grandiosa, che serba nel suo intimo obiettivi meravigliosi.

E un giorno, molti e molti anni fa, un Sublime Fratello delle stelle e degli alberi, parló esattamente a questo proposito dicendo:

Non affannatevi sul sapere dove trovar da mangiare per il sostento della vostra vita, né dove trovar vesti per coprire il vostro corpo. Non vale la vita piú del cibo e il corpo piú delle vesti?

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, e non conservano nulla nei granai; ma il Padre Celeste li alimenta. Non valete forse voi piú di loro? E chi, fra di voi, puó, con tutti i suoi sforzi, aumentare di un solo centimetro la propria statura?

E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno,quanta maggior cura avrá in vestirvi, gente di poca fede!


Redazione del Momento Spirita basandosi sul testo Desiderata, scritto nel 1927, dall’avvocato e scrittore Max Ehrmann e alla voce 6, del capitolo XXV del livro O Evangelho segundo o Espiritismo, de Allan Kardec, ed. Feb.

Tradotto da Fabio Consoli.